“Fischi per fiaschi” del direttore e del sindacato

La Genesi di tutto è stata una “segnalazione” fatta, da come è dato sapere, dall’Associazione giornalisti Cava-Costa d’Amalfi – Lucio Barone presieduta dal dott. Emiliano Amato direttore del Vescovado.

Sicuramente non si può pretendere che un pubblicista debba essere un esperto in materia amministrativa, ma confondere un affidamento diretto (art. 36 comma 2 del D. Lgs. 50/2016 come previsto in determina di affidamento incarico) con un bando, ce ne passa e non poco.

A causa di questa segnalazione, forse errata e fuorviante, il 21 settembre scorso il Presidente dei giornalisti Campani dott. Ottavio Lucarelli sottolineò che il “bando” doveva essere «ritirato e rivisto». Però da come si è appreso dai quotidiani, il tutto si è archiviato grazie ai chiarimenti forniti dalla pubblicista e dal Comune all’Ordine dei giornalisti; perché il bando non c’è mai stato!!!

È molto strano che un’associazione di una certa caratura possa scivolare, così facilmente, sulla cosiddetta “buccia di banana”. Considerato che annovera, (sembra) tra i soci persone esperte nel ramo amministrativo e che hanno ricoperto incarichi pubblici (Secondo Squizzato – ex sindaco del Comune di Cetara) o che tutt’ora ricoprono tale incarico (dott. Giovanni De Simonesindaco di Vietri sul mare). Annovera inoltre giornalisti di un certo spessore ed esperienza (come il dott. Antonio Di Giovanni giornalista del quotidiano La Città e già presidente dell’associazione) e sicuramente conoscono la differenza tra un affidamento diretto e un bando pubblico.

Ancor di più se all’interno del comitato direttivo dell’associazione figurano persone come Vito Pinto che recentemente ha collaborato con il Comune di Atrani nell’ambito del progetto “Stelle Divine” proprio con un affidamento diretto ex art. 36 comma 2 del D. Lgs. 50/2016. Professionista che conosce bene la materia. Bastava alzare la cornetta, interloquire con gli amministratori del comune di Atrani e capire qualcosina in più sull’affidamento, prima di alzare un “polverone” che da un lato ha procurato sconforto e imbarazzo ad una novella collega pubblicista e dall’altro ha leso l’immagine di un Comune che di per sé può essere il più piccolo d’Italia come estensione, ma dall’altro ha il valore di rappresentare l’immagine turistica dell’Italia nel Mondo insieme agli altri comuni della Divina Costiera.

L’ art. 3 dell’Associazione recita che «ha lo scopo di svolgere ogni attività diretta a tutelare, valorizzare e migliorare le condizioni professionali … dei giornalisti» e chissà se in questo caso gli effetti sortiti dalla “segnalazione” sono stati quelli dettati dallo statuto oppure si è avuto un fine diverso?

Alcuni punti interrogativi nella vicenda ci sono: come mai, ancor prima di alzare un inutile polverone, non è stata contattata la collega pubblicista, beneficiaria dell’incarico presso il Comune di Atrani e così chiedere maggiori delucidazioni. Soprattutto, quanti dei sessanta soci dell’associazione giornalisti Lucio Barone erano a conoscenza di questa “segnalazione” inviata all’Ordine dei Giornalisti nel mese di settembre? Interrogativi che solo il Presidente dell’Associazione giornalisti Cava-Costa d’Amalfi- Lucio Barone dott. Emiliano Amato può dipanare.

Comunque, nonostante l’archiviazione da parte dell’Ordine, per qualcuno la questione non era chiusa. Infatti dopo poco più di due mesi, la segnalazione è stata ripresa dal Segretario Provinciale della Filp Cisal Lavoratori Professionisti di Salerno Gigi Vicinanza, fresco di nomina e con un’esperienza trentennale nel settore dei sindacati. Con apposito comunicato stampa ha invocato addirittura le scure della Procura della Repubblica, perché presso il Comune di Atrani «c’è un dipendente che viene pagato circa 100 euro al mese». Ma al Comune di Atrani non c’è nessun dipendente pagato a circa 100 euro al mese!!! Chissà se questa volta l’intervento della Procura viene chiesto dal Comune di Atrani a tutela della sua immagine e dei dipendenti (lavoratori!!!) che hanno gestito l’affidamento in questione!

Il segretario provinciale FILP CISAL non è nuovo a queste segnalazioni, già è intervenuto in merito al recente Bando di Capaccio Paestum. Sicuramente il segretario dott. Vicinanza non può essere a digiuno nella materia giornalistica in quanto annovera tra i componenti del Direttivo Provinciale (come si legge dal Comunicato Stampa e apparso il 1 dicembre sul Positanonews) anche il dott. Domenico Gramazio giornalista della La Città e Capo Ufficio stampa della FNP CISL Salerno come si legge sul profilo Facebook; forse è  un pochetto a digiuno del diritto amministrativo e del diritto del  lavoro in quanto nel Comune di Atrani non c’è nessun dipendente comunale a 100 euro!!! Non ha considerato probabilmente il fatto che l’incarico è avvenuto con un affidamento diretto per prestazioni di servizi come previsto dal codice degli appalti.

La nota stampa viene ripresa anche dal Vescovado, direttore responsabile dott. Emiliano Amato, dove si legge che «E dire che il 21 settembre lo stesso presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, su segnalazione dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi era intervenuto chiedendo l’immediato ritiro dell’incarico da parte del Comune, chiedendo rispetto nei confronti della legge e della professione.». Qui si cambiano anche le “parole in tavola” dette dal Presidente dell’ordine: il 21 settembre il Vescovado scrive che il presidente  ha dichiarato che «Il bando va immediatamente ritirato» e dopo due mesi scrive che il Presidente ha dichiarato «l’immediato ritiro dell’incarico». È un bando o un incarico? Forse il direttore Amato disconosce che l’incarico non si “ritira” ma si “solleva” e solo per determinati motivi, esempio il non rispetto delle clausole contrattuali!!!

Ma ritornando ai sindacati una cosa è strana, anzi stranissima: un sindacato che vuole tutelare gli interessi di un lavoratore e su questo ci siamo, ma la cosa grave se non gravissima, è che non è mai stata fatta una (e diciamo una!) telefonata al lavoratore anche da parte del sindacato CISAL: giusto per capire se c’erano problemi o difficoltà.  Può definirsi questo un modus operandi normale? Si spera che il dott. Gigi Vicinanza possa dare delle delucidazioni in merito!

Non è compito principale di un sindacalista appurare la realtà dei fatti contattando il lavoratore prima e poi seguire la strada giusta per tutelare i sacrosanti diritti di un lavoratore e magari interloquire con il “datore di lavoro”? Questa domanda la possiamo porre anche al Segretario Generale della Cisal.

Alla fine non si è capito se il polverone si è alzato: perché non si sono letti bene i documenti? forse perché è antipatica l’amministrazione comunale di Atrani? O perché forse sono imminenti le prossime elezioni dell’Ordine?

Due cose sono certe: un giornalista ha l’obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti e dall’altro qualcuno dovrebbe accettare il “mea culpa” e fare delle scuse pubbliche ai cittadini di Atrani ricordando che i “Click” non sono l’arte del giornalismo.

Ma in chiusura è lecito chiedere al segretario provinciale FILP CISAL Gigi Vicinanza se è a conoscenza che forse ci sono quotidiani che pagano ai giornalisti gli articoli di stampa a 3-4 euro a pezzo: secondo il Segretario Provinciale è questo un “prezzo” congruo che rispetta la dignità dei lavoratori giornalisti-pubblicisti? Il Vescovado quanto paga per ogni articolo ai pubblicisti? E non usciamo con frasi del tipo che i giornali sono soggetti privati e il privato può fare quello che vuole, perché dall’altro lato bisogna dire che le Amministrazioni Pubbliche non sono “MUCCHE DA MUNGERE” sotto le mentite spoglie del dire che “devono dare il buon esempio”!!! A Gigi Vicinanza l’ardua sentenza!!!

Art. 19 U.D.H.R. – Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Art. 21 Costituzione Italiana – Libera Manifestazione di Pensiero

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