Altra “tegola” sul Vescovado, le precisazioni del Comune ad un articolo e la chiamata in ballo del vice presidente della Conferenza dei Sindaci della Costiera Amalfitana?

In merito ad un articolo apparso sul quotidiano ilvescovado (direttore emiliano amato) dal titolo “Atrani, la nota del comune che genera disappunto. arriva la modifica” dove si parla di “…Una caduta di stile, questa, da parte dei responsabili della comunicazione del comune più piccolo d’Italia…”, arrivano le precisazioni del Comune.

È di pochi mesi fa la vicenda dell’ufficio stampa del Comune di Atrani nata (sembra) da una segnalazione, fatta all’ordine dei giornalisti, da parte dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi di cui sembra presidente emiliano amato direttore del Vescovado e le pronte precisazioni del Comune di Atrani volte a dirimere ogni dubbio.

Quindi, come sembra, il pubblicista del vescovado ha “a cuoreil responsabile della comunicazione del Comune di Atrani. Però questa volta il Comune non ci sta e sta valutando l’opportunità di rivolgersi ad un legale per la tutela della propria immagine.

Questa volta c’è un interrogativo preciso, dalla conversazione telefonica è nata, ad arte, la “storiella” pubblicata sul vescovado, quindi: chi ha informato il giornalista della conversazione telefonica intercorsa tra i sindaci di Atrani e Scala? Un dubbio che può sciogliere, oltre al giornalista, solo un’altra persona? Speriamo che questa persona dica la sua!!! Non sembra carino che una conversazione riservata tra istituzioni venga spifferata!

In basso le precisazioni pubblicate sui canali social:

In merito a quanto pubblicato in data 9 febbraio 2021 sul quotidiano online www.vescovado.it (articolo dal titolo “Atrani, la nota del comune che genera disappunto. arriva la modifica”), che qui si riporta:

  1. “…Dietro front del Comune di Atrani che nell’annunciare due nuovi casi di positività al Covid-19 sul proprio territorio, attraverso la pagina facebook istituzionale, aveva specificato che «le persone positive sono state contagiate al di fuori del territorio comunale di Atrani, a seguito di un momento di convivialità in un paese della costiera in cui è scoppiato un focolaio di Covid». Il riferimento era a Scala…”;
  2. “… Il sindaco Luigi Mansi non avrebbe gradito l’inciso, comunicando il suo disappunto all’omologo Luciano de Rosa Laderchi che, riconoscendo l’inopportunità delle specifiche, ha immediatamente disposto la correzione del testo, evitando così l’incidente diplomatico…”.

si precisa quanto segue:

  1. l’avviso del Comune di Atrani, nel rispetto della privacy, non indicava né i nominativi dei positivi Covid-19, né il luogo dove si sarebbe svolto il momento di convivialità;
  2. la modifica del post di facebook è stata effettuata alle ore 11.40 del giorno 9 febbraio 2021 in maniera del tutto autonoma da parte del responsabile della comunicazione;
  3. il sindaco di Scala Luigi Mansi, solo alle ore 12.53 (dopo 1 ora e 13 minuti dalla modifica del post) contattava l’utenza del sindaco di Atrani Luciano de Rosa Laderchi.

Si deduce in maniera chiara ed inequivocabile che non è stata la chiamata del sindaco di Scala a far modificare il post e, soprattutto, non è stato il sindaco di Atrani che “… ha immediatamente disposto la correzione…”.

Pertanto la “caduta di stile” non è dei “responsabili della comunicazione del comune più piccolo d’Italia”, ma di chi ha architettato tutta la storiella e non ha tenuto conto della tracciabilità delle tecnologie informatiche. Sarebbe comunque interessante conoscere chi ha informato il giornalista della conversazione telefonica intercorsa tra i due sindaci che, ribadiamo, è avvenuta ben oltre 1 ora dopo la modifica del post.

Ad ogni buon conto l’Amministrazione si riserva di valutare l’opportunità di rivolgersi ad un legale per la tutela della propria immagine.

Atrani, 16.02.2021

                                                                                                                                              L’Amministrazione Comunale

Lo stesso quotidiano ilvescovado.it replica, con una nota, alle precisazioni del Comune di Atrani e sembra tirare in ballo il vice-presidente della conferenza dei sindaci della Costiera Amalfitana:

Questa nota del direttore sembra rispondere ad alcuni interrogativi esposti sopra, ma ne fa sorgere altri:

– Il pubblicista forse disconosce il sistema giudiziario in genere: in Italia è la parte accusata che deve difendersi e far decadere quello che la parte offesa espone (mai far scoprire le “carte in tavola” prima di un eventuale giudizio). Quindi i tabulati non dovrebbe richiederli alla persona che lo ha informato della chiamata istituzionale tra il sindaco di Atrani e Scala?

Di norma un pubblicista, secondo il codice deontologico, non dovrebbe tutelare il nome della fonte delle sue informazioni?

IOLE MANATOMAI

Art. 19 U.D.H.R. – Libera Manifestazione di Pensiero

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