L’Arma, la Procura e il Comune di Atrani, quella “incompatibilità ambientale” da VERIFICARE?

Verso la fine del 2020 il Generale Nistri, poco prima di congedarsi dall’Arma, ha firmato la circolare, molto discussa e contestata, sulla lunga permanenza dei Comandanti di Stazione.

La circolare, partorita dopo 8 anni dall’entrata in vigore della legge Anticorruzione, regolamenterà la permanenza dei comandanti di Stazione, come già avviene dal lontano 2013 nella Guardia di Finanza per i Comandanti di Brigata/Tenenza e nella Capitaneria di Porto per i Comandanti degli uffici locali marittimi.

Non sono mancate le lamentele da parte del Co.Ce.R. Carabinieri in merito alla citata circolare (si è curiosi di conoscere il contenuto non appena viene messo in pubblicazione il Piano Triennale anticorruzione 2021-2023) con parole che potrebbero sembrare dure e irriguardose nei confronti dell’uscente Comandante Generale: “Un provvedimento prettamente formale da stigmatizzare che evidenzia un comportamento gravissimo assunto dal Comandante Generale uscente il quale, oltre a dimostrare mancanza di rispetto nei confronti di un organismo legittimato ad esprime il pensiero di 110.000 uomini e donne Carabinieri, fa trapelare una verosimile insensibilità nei confronti delle famiglie dei destinatari che, in poco tempo e soprattutto inaspettatamente, si vedranno stravolta la vita e la loro serenità familiare. …. D’altronde, il Gen. C.A. Giovanni Nistri da Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, durante il travagliato mandato, ha voluto dimostrare che l’azione di comando e governo del personale, è più agevole ed efficace se esercitata attraverso la pubblicazione di circolari e non mediante il confronto, il dialogo e soprattutto la valorizzazione del personale meritevole… peccato che gli obbiettivi raggiunti non hanno convinto NESSUNO!!!”…”. [1]

Più che Azione di Comando, si potrebbe rilevare che il Capo dell’Arma ha messo in pratica, né più e né meno, quello che la LEGGE stabilisce: tenendo conto che il ruolo del Comandante di Stazione, nel registro dei Rischi previsto dalla normativa, potrebbe essere classificato ad “ALTISSIMO RISCHIO” in quanto svolge le funzioni di Ufficiale di Polizia Giudiziaria ovvero attività di polizia giudiziaria di iniziativa/delegata. Questo comporta che nella sezione della “descrizione del rischio” e della “categoria del rischio”, del predetto registro, potrebbero confluire a titolo di esempio: l ‘abuso dei poteri concessi dalla legge nell’ambito dello svolgimento delle attività, l’appropriazione indebita di beni sottoposti a sequestro/custodia, la rivelazione di notizie riservate o in violazione del segreto d’ufficio, commissione di condotte illecite abusando dei poteri connessi alle proprie qualifiche e la gestione impropria dei beni sottoposti a sequestro.

La sacrosanta rotazione degli incarichi cerca di prevenire tutte queste dinamiche improprie! Quindi la “scusante” che l’applicazione della circolare della lunga permanenza “rischia” di “minare la sicurezza dei territori” non regge affatto, anzi il rischio si avrebbe con la mancata applicazione, non solo formale, ma soprattutto sostanziale della circolare; tenendo conto che forse 10 anni son troppi (e a pensarlo non sono pochi) e in altre amministrazioni si applica la durata massima di 8 anni.

Vien voglia di dire che l’impiego del personale non compete al Co.Ce.R Carabinieri (sarebbe il para-sindacato dei militari), come già dichiarato da Luca Marco ComelliniSegretario Generale del Sindacato dei Militari: Le procedure di trasferimento rientrano a pieno titolo nell’impiego del personale, materia sulla quale il Cocer non ha alcuna competenza [2]; scomodando addirittura l’esercizio  dell’azione disciplinare nei confronti dei componenti del Co.Ce.R. – Sezione Carabinieri per quanto dichiarato in merito alle procedure dei trasferimenti annuali GE.TRA. 2021. Non voglio arrivare a ciò e solo per scongiurare il pericolo di far cadere tutta la vicenda nel “vittimismo”.

È doveroso segnalare un elemento importante: la tematica relativa al Piano anticorruzione e della lunga permanenza non sembra di competenza del Co.Ce.R.. L’ allegato n. 2 del Piano Nazionale Anticorruzione 2019 – La rotazione “ordinaria” del personale – stabilisce che “Sui criteri di rotazione declinati nel PTPCT le amministrazioni devono dare preventiva e adeguata informazione alle organizzazioni sindacali, ciò al fine di consentire a queste ultime di presentare proprie osservazione e proposte. Ciò non comporta l’apertura di una fase di negoziazione in materia.”. In definitiva la materia della rotazione ordinaria non è prerogativa del Co.Ce.R., perché NON È UN SINDACATO e presto dovrebbe andare in soffitta con l’approvazione di una Buona legge sui Sindacati militari. Su questo argomento alcuni veri Sindacati si stanno dimostrando molto più professionali, lungimiranti e soprattutto meno aggressivi.

A sostegno della tesi che la circolare è necessaria, se non fondamentale, ci sono le affermazioni dell’articolo “I marescialli e la mozione d’affetto. “Non trasferiteci, siamo parte della comunità” [3], con tanto di foto del famoso serial televisivo “Il maresciallo Rocca” e pubblicato su www.quotidiano.net.

Nell’articolo si legge che “I comandanti di stazione sono parte integrante del tessuto sociale della collettività, che “Il maresciallo è un pezzo della nostra vita e della nostra famiglia”, che “Nei piccoli posti siamo diventati la memoria storica. L’istituto della rotazione è finalizzato proprio ad evitare che si creino queste situazioni: limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa, conseguenti alla permanenza nel tempo di determinati dipendenti nel medesimo ruolo o funzione. È bene ribadire che l’alternanza riduce il rischio che un dipendente pubblico (anche i comandanti di stazione lo sono), occupandosi per lungo tempo dello stesso tipo di attività, servizi, procedimenti e instaurando relazioni sempre con gli stessi utenti, possa essere sottoposto a pressioni esterne o possa instaurare rapporti potenzialmente in grado di attivare dinamiche inadeguate.

L’articolo voleva generare l’effetto di una “mozione strappa lacrime” a vantaggio dei comandanti di Stazione, ma a ben vedere ha prodotto l’effetto contrario, perché il Comandante di Stazione non è un “soprammobile storico” di famiglia che, con molto “affetto” si tiene nella credenza di casa e non lo si può nemmeno equiparare al ruolo di parroco del Paese, che funge da mediatore tra i fedeli e la divinità.

All’orizzonte, qualche sindacato, intravede già qualche difficoltà di natura economica che potrà impedire la piena applicazione della circolare: la cosiddetta “Legge 100” ovvero indennità di trasferimento. Si spera che l’Arma riesca ad allocare nel bilancio di previsione annuale la giusta capienza economica ed evitare che la “barriera economica” dell’indennità di trasferimento possa vanificare gli effetti sostanziali della circolare. È anche vero che ci sono soluzioni che possono by-passare tali difficoltà: mettere in condizioni l’interessato di valutare l’eventuale partecipazione alle procedure preposte alla movimentazione «a domanda» del personale (a titolo esemplificativo il «piano degli impieghi periferico», o altre procedure a livello intra-provinciale).

Sembra che la circolare della lunga permanenza sia figlia di una segnalazione[4] scaturita in seguito ad alcune vicende avvenute in un borgo della Costiera Amalfitana, il più piccolo d’Italia per estensione: Atrani.

Nella missiva indirizzata[5] a Ministri, Senatori ed Onorevoli si segnala la questione della mancata rotazione, ma a ben vedere la rotazione non è il nocciolo principale della questione, forse non è la soluzione al caso. Qualcuno potrebbe chiedere quale sarà il nocciolo della questione o la soluzione?

Gli Istituti della rotazione “ordinaria” e rotazione “straordinaria” (art. 16 del d.lgs. 165/2011) degli incarichi sono, come detto, delle misure organizzativa preventive, mentre leggendo la sopracitata lettera inviata[6] a tutti i parlamentari da parte del Comune di Atrani, nonché la corposa e interessante delibera di consiglio comunale[7] con i relativi allegati[8] e che ha ad oggetto – Tutela dell’autonomia e dell’organizzazione dell’Ente Locale: criticità ufficio tecnico – forse, e dico forse, qualcosa di grave già è successo, quindi non servono più le misure preventive, bensì ci sarebbe da valutare la “misura successiva”.

Nella lettera si legge che ci sono state incomprensioni tra Amministratori locali e qualche Ispettore della Stazione dei Carabinieri di Amalfi, alterchi sorti già alcuni anni fa …” e “spiacevoli fraintendimenti tra – controllore – [Ispettore della Stazione dei Carabinieri di Amalfi n.d.r.] e – controllato – [Amministratore locale del Comune di Atrani n.d.r.], diverbi, alterchi o incomprensioni che portano ad incrinare un rapporto sereno e sinergico tra le Istituzioni”.

Quindi se l’evento (spiacevole n.d.r.) già è avvenuto, non serve più l’istituto preventivo della rotazione, ma dovrebbe subentrare la verifica di un’altra fattispecie, più efficace, che è quella della probabile INCOMPATIBILTA’ AMBIENTALE.

La norma di riferimento per quest’ultima è, infatti, l’art. 238 del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 e prevede che: «Il militare dell’Arma dei carabinieri non può: a) prestare servizio nelle sedi in cui sussistono obiettive situazioni di incompatibilità ambientale che possano condizionarne l’imparzialità nell’espletamento dei propri compiti e nuocere al prestigio dell’Istituzione».

In sostanza l’incompatibilità ambientale è strumentale alla eliminazione di tutte quelle situazioni che possono intaccare la serenità, l’immagine ed il prestigio dell’Istituzione. A titolo di esempio l’incompatibilità può essere il deteriorarsi dei rapporti tra colleghi tale da comportare una situazione di minor serenità per il Reparto.  Non sono pochi i casi in cui l’ordine di trasferimento per incompatibilità ambientale sia derivato da una perdita di immagine della Forza di Polizia a causa del comportamento di uno dei propri dipendenti[9]. La difficile convivenza con la popolazione può essere frutto anche di atteggiamenti provocatori dei militari nei confronti dei cittadini stessi[10].

Naturalmente tale misura non è un provvedimento di carattere punitivo. Al contrario l’amministrazione ha il duplice obiettivo di evitare spiacevoli situazioni per il militare e, contestualmente, preservare l’immagine della Forza armata.[11]

Secondo il Consiglio di Stato “i provvedimenti di trasferimento d’autorità (ivi compresi quelli assunti per ragioni di incompatibilità ambientale) sono qualificabili come ordini, rispetto ai quali l’interesse del militare a prestare servizio in una sede piuttosto che in un’altra assume, di norma, una rilevanza di mero fatto, che non abbisogna di una particolare motivazione né di particolari garanzie di partecipazione preventiva, quale è quella di cui all’art. 7 della legge n. 241/1990”[12], quindi a ben vedere chi ha l’ incombenza di vigilare (i Comandanti di Compagnia?, i Comandanti Provinciali? e via di seguito delle Forze di polizia), possiede tutti gli strumenti per rimuovere cause di incompatibilità ambientale, prendendosi naturalmente le responsabilità che gli competono.

Una domanda cruciale è: potrà un militare dell’Arma o altra Forza di Polizia, che è anche operatore di polizia giudiziaria (quel famoso “controllore”), che ha avuto questi diverbi e alterchi con alcuni amministratori locali (quei famosi “controllati”) e forse anche con alcuni dipendenti comunali, svolgere la funzione d’istruttore di polizia giudiziaria con imparzialità e assoluta estraneità dell’operatore rispetto a eventuali fatti penali per i quali si potrebbe procedere in futuro nei confronti di quei consiglieri comunali o dipendenti comunali?

Seconda domanda cruciale è: la recente delibera n. 12/2021 (allegata) avente oggetto – Patrocinio legale art. 28 CCNL 14/09/2000 comparto Regioni Autonomie Locali – Gradimento nomina difensore di fiducia – dove recita nel preambolo che “ … in data 21.01.2021 è stata notificata ad un dipendente di questo Ente (di cui per ragioni di privacy si omette il nominativo) informazione di garanzia di cui al procedimento penale N. 12411/2020 R.G. notizie di reato, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno e relativa ad attività inerenti l’esercizio delle proprie funzioni, con fissazione dell’udienza per il 28.01.2021, presso gli Uffici della Procura della Repubblica; …” e nel deliberato si legge che la giunta ha espresso il proprio gradimento – ai sensi dell’art. 28 del C.C.N.L. siglato in data 14.09.2000 – alla nomina del legale di fiducia indicato dal dipendente (per motivi di privacy non si riesce a sapere chi è il dipendente, ma sarebbe interessante conoscere questa importante informazione), può avere qualche connessione con quanto sta avvenendo da diversi mesi al Comune di Atrani in merito alla nomina di ausiliario del tecnico comunale per circa 60 sopralluoghi in immobili dislocati sul territorio comunale e che ha portato ai diverbi con alcuni ispettori dell’Arma?

E’ doveroso chiedersi se i responsabili superiori abbiano per lo meno aperto una verifica interna per capire cosa sia successo tra gli amministratori del Comune di Atrani e l’ispettore o gli ispettori (e se gli stessi siano stati individuati!) che vengono citati nella nota inviata al Parlamento; e se, in un’ ottica di leale collaborazione e raccordo (presente e futuro) tra amministrazioni, hanno mai preso contatti con il Capo dell’Amministrazione Comunale e gli Assessori per capire cosa sia successo veramente, magari ricucire lo “strappo”, se di “strappo” si può parlare: è bene ricordare che la nota non è stata firmata da semplici “pinco pallo”, ma da persone che svolgono la funzione di amministratori locali, dai Rappresentanti della Comunità (e l’Autonomia Locale – COMUNE – è tutelata sia dalla Costituzione che dalla Carta europea dell’autonomia locale) che nelle more delle loro funzioni sono Pubblici Ufficiali e Ufficiali di P.G..

Non si vuol credere che esiste ancora lo stereotipo che «dove “passano” alcune Amministrazioni, tutto si ferma!!!», perché è dal lontano 2001, con la riforma del Titolo V della Costituzione, che si è profondamente mutato il rapporto tra Stato ed autonomie territoriali. L’articolo 114 della Costituzione, che apre il nuovo titolo V, pone sullo stesso piano, come entità costitutive della Repubblica, i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Regioni e lo Stato.

Si auspica che tutte le verifiche del caso (incompatibilità ambientale o quant’altro) siano state celermente effettuate, perché non si può e non si vuole credere che ci sia l’esistenza, in qualsiasi settore della pubblica amministrazione, di “… superiori che pare abbiano abdicato al comando …” e che“… non oppongono più alcuna resistenza al fine di non aver “problemi…” di carriera[13].

Art. 21 Costituzione Italiana

Libera manifestazione del pensiero

dr. Sechi Milerav

“Anyone who sincerely wants the truth is always frighteningly strong.”

“Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.”

FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ


[1] https://www.forzearmate.eu/2020/12/24/carabinieri-lappello-del-co-ce-r-al-ministero-della-difesa-sul-mancato-confronto-sul-tema-delle-lunghe-permanenze-dei-comandanti-di-stazione/

[2]https://www.affaritaliani.it/cronache/cocer-carabinieri-comellini-trasferimenti-impiego-non-competenza-716528.html?refresh_ce

[3]https://www.quotidiano.net/cronaca/i-marescialli-e-la-mozione-d-affetto-non-trasferiteci-siamo-parte-della-comunit%C3%A0-1.5886351

[4]http://www.atrani.org/la-direttiva-del-comune-di-atrani-che-evidenzia-problemi-e-criticita-con-i-carabinieri-e-la-rotazione-degli-incarichi-del-ministero-della-difesa/

[5] http://www.atrani.org/wp-content/uploads/2020/11/nota-cc-atrani.pdf

[6] http://www.atrani.org/wp-content/uploads/2020/11/nota-cc-atrani.pdf

[7] https://atrani.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-ap?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&p_p_lifecycle=2&p_p_state=pop_up&p_p_mode=view&p_p_resource_id=downloadAllegato&p_p_cacheability=cacheLevelPage&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_downloadSigned=true&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=5861104&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio

[8] https://atrani.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-ap?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&p_p_lifecycle=2&p_p_state=pop_up&p_p_mode=view&p_p_resource_id=downloadAllegato&p_p_cacheability=cacheLevelPage&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_downloadSigned=true&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=5861105&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio

[9] http://www.carabinieri.it/docs/default-source/editoria/rassegna/quaderno-2017-11.pdf

[10] T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sez. I, Sent., 16 marzo 2010, n. 202. in GIORNALE DIR. AMM., 2010, 5, 536.

[11] T.A.R. Puglia Lecce, Sez. II, Sent., 27 settembre 2013, n. 2047.

[12] Cons. Stato, Sez. IV, 15 febbraio 2013, n. 926

[13] https://www.simcarabinieri.it/sempre-piu-regole-inutili-e-meno-comandanti-veri/