ATRANI – LE “TRIANGOLAZIONI” DEL BANDO PER LA SPIAGGIA DI PONENTE E LE DICHIARAZIONI CHE POTREBBERO AVER TURBATO L’ ASTA?

Il 19 maggio 2021 il Comune di Atrani ha pubblicato l’avviso per l’affidamento in gestione dell’arenile di ponente (lato ristorante Le Arcate per intenderci).

Il Comune ha scelto la procedura negoziata prevista dall’art. 36, comma 2, lettera b del Codice degli appalti: in pratica le ditte che volevano manifestare interesse a partecipare alla gara di affidamento dovevano inviare apposita domanda entro il 03 giugno 2021.

Come si legge nella determina n° 67 del 08.06.2021 – REG. U.T.C., in data 08 giugno 2021, si riunisce la commissione comunale in seduta riservata per prendere atto delle ditte che hanno manifestato la volontà di partecipare alla gara. Sempre in determina si legge «che tali atti sono attualmente coperti da riservatezza ai sensi dell’art. 53 del D. Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii.». Infatti l’art. 53 recita che: «il diritto di accesso è differito: …b) nelle procedure ristrette e negoziate e nelle gare informali, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, e in relazione all’elenco dei soggetti che sono stati invitati a presentare offerte e all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime. In sostanza che vuol dire questo? Che l’elenco dei nominativi delle ditte non poteva essere conosciuto da terzi fino allo scadere del termine delle offerte, che era stabilito nella data del 15 giugno 2021. Tutto ciò a tutela della gara, dei partecipanti e per evitare probabili turbative d’asta. Quindi il comune invita le ditte a presentare il plico contenente sia la documentazione amministrativa che l’offerta economica entro il 15 giugno 2021 (è bene ricordare che fino a questa data nessuno deve sapere quali e quante ditte hanno partecipato).

Cosa succede il 10 giugno 2021? Succede che si è tenuto il consiglio comunale avente ad oggetto «Affidamento dei servizi accessori della spiaggia di levante (libera attrezzata – spiaggia libera attrezzata per residenti e altri – spiaggia libera da attrezzature) e area denominata “scoglio a pizzo” del Comune di Atrani nella forma in house providing alla Società “Miramare Service s.r.l.” – Approvazione modalità gestionali ex art. 34, comma 20, del D.L. 179/2012» e durante il consiglio il consigliere Cretella Andrea ha fatto un intervento che a detta dei consiglieri di maggioranza sembrava una minaccia. Subito dopo, il Cretella, dichiara che: «… i colleghi consiglieri lo accusano di fare minacce gratuite, ma l’unica arma che lui ha è di rivolgersi alla giustizia. Di conseguenza, dichiara ancora Andrea Cretella, domani mattina andrà in procura a consegnare le carte a chi di dovere per indagare sulla vicenda …». È molto singolare che un consigliere dichiari che la GIUSTIZIA è un’ ARMA (questo potrebbe essere un buon elemento soggettivo per un ipotetico reato di calunnia). (Kirchheimer nel lontano 1955 scrive il saggio “la Giustizia politica”, ove enuncia il principio della utilizzazione di procedure giudiziarie per raggiungere fini politici che sono in generale l’eliminazione dell’avversario attraverso la sua criminalizzazione.)

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Alla fine il consigliere Cretella Andrea chiede se hanno partecipato alla gara lato ponente familiari di amministratori presenti in aula. Per meglio capire quanto chiesto e dichiarato dal Consigliere Cretella Andrea è bene sentire lo stralcio di audio: ascoltiamo bene il tono della voce

 “… VOGLIO CHIEDERE, CHIEDO SCUSA SINDACO, SE ALLA PARTECIPAZIONE DI QUESTA GARA PER L’AFFIDAMENTO DELLA SPIAGGIA LATO PONENTE, METTETE A VERBALE QUELLO CHE DICO IO, CI SONO FAMILIARI DI AMMINISTRATORI COMUNALI PRESENTI IN AULA …”.

CLICCA QUI SOTTO PER SENTIRE L’AUDIO

AUDIO CRETELLA AL CONSIGLIO COMUNALE

Dall’audio si sente un tono (sembra, ma diciamo sembra) molto alterato e più volte si ascolta un pugno di una mano battere sul tavolo!!!

Ci chiediamo:

  1. perché fare questa domanda, con questo tono, battendo forse i pugni sul tavolo consiliare, in un consiglio comunale che non aveva e non poteva avere all’ordine del giorno (per il semplice motivo di evitare tra l’altro turbative d’asta) il bando di gara per la spiaggia di ponente?
  2. perché fare questa domanda proprio quando in aula consiliare era presente l’amministratore delegato della ditta che subito dopo si è ritirata dalla gara?
  3. Il consigliere Cretella forse già sapeva della partecipazione di quella ditta al bando di gara (fino al 15.06.2021 gli atti dovevano essere coperti da riservatezza)?
  4. perché fare questa domanda soprattutto quando la procedura di gara era ancora in corso e vi era un principio di riservatezza sui documenti atti a garantire i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità (principi ispirati alla tutela delle imprese concorrenti e del corretto funzionamento del mercato)?
  5. a cosa e dove voleva arrivare il consigliere comunale?
  6. questa dichiarazione del consigliere comunale, può aver “alterato” il normale andamento del bando di gara?

Il 18 giugno 2021 alle ore 10.00 circa si è tenuta la seduta pubblica per l’apertura dei plichi e si è potuto apprendere che hanno manifestato interesse alla procedura di affidamento per la spiaggia di ponente ben 6 ditte:

  1. Società Cooperativa Santa Maria Maddalena;
  2. Ditta Esposito Mariangela (gestore del triennio precedente – lato ponente);
  3. Ditta Esposito Valentina;
  4. Ditta Esposito Giovanni;
  5. Ditta De Crescenzo Pasquale (gestore del triennio precedente – lato levante);
  6. Società M.A.D. Amalfi Coast s.r.l.;

Viene aperto il plico della ditta Esposito Valentina;

Sembra nella seduta pubblica, verso le ore 10.40 circa, il sig. Giovanni Esposito ha dichiarato e fatto trascrivere a verbale che la ditta M.A.D. Amalfi Coast è collegata e riconducibile al fratello del vicesindaco di Atrani.

Viene aperto il plico della ditta Esposito Giovanni;

Verso le 10.55 circa entra nella seduta pubblica il consigliere comunale Andrea Cretella.

Viene aperto il plico della Società Cooperativa Santa Maria Maddalena.

Due ditte, anche se regolarmente invitate, non hanno riposto alla lettera di invito (Ditta Esposito Mariangela e Ditta De Crescenzo Pasquale).

Una ditta (M.A.D. Amalfi Coast) ha rinunciato alla partecipazione in quanto: avendo partecipato come pubblico all’ultima riunione, in seduta pubblica, del consiglio comunale del 10.06.2021 e appreso quanto è stato dichiarato e fatto mettere a verbale durante la seduta, la ditta ha rinunciato alla partecipazione dell’affidamento. È bene rimarcare che all’ordine del giorno del consiglio non era previsto discutere o acquisire informazioni inerenti il bando di affidamento spiaggia lato ponente in quanto vi erano ovvie ragioni di rispetto dei principi sanciti dal codice degli appalti!

Inoltre abbiamo anche appreso che Il consigliere Cretella Andrea (sembra l’unico consigliere comunale del Comune di Atrani -quindi parte politica – presente alla seduta pubblica per l’apertura delle buste), ha chiesto la rilettura della nota fatta recapitare dalla ditta M.A.D. Amalfi Coast.

Sinceramente anche noi ci saremmo ritirati da una gara ad evidenza pubblica dopo aver sentito quelle parole (e con quei “toni”) da parte di un consigliere comunale in consiglio comunale, tra l’altro in seduta pubblica e ancora prima che si chiudesse la procedura di gara!!!

Ora facciamo attenzione alle ditte che hanno chiesto di essere invitate alla procedura di affidamento:

SOCIETÀ COOPERATIVA SANTA MARIA MADDALENA

(i dati qui presenti sono pubblici e visionabili presso la Camera di Commercio)

DALLA VISURA RISULTA CHE GLI AMMINISTRATORI DELLA COOPERATIVA S.M. MADDALENA SONO:

La signora Sgroia Patrizia ricordiamo che è stata candidata all’ultima tornata elettorale (anno 2019) nella stessa lista dell’attuale minoranza consiliare formata dal consigliere ANDREA CRETELLA, FRANCESCO GAMBARDELLA ed EMIDDIO PROTO:

Si legge che la Cooperativa Santa Maria Maddalena ha acquisito un ramo d’azienda dalla ditta Esposito Mariangela (gestore della spiaggia nel triennio 2018-2020), ditta che ha dapprima manifestato interesse a partecipare al bando di quest’anno, ma da come appreso in seduta pubblica, ha rinunciato in quanto non ha risposto alla lettera d’invito:

Il responsabile tecnico della società cooperativa è la signora Balzamo Rita:

DITTA ESPOSITO VALENTINA

(i dati qui presenti sono pubblici e visionabili presso la Camera di Commercio)

Da come si può leggere, la ditta si è iscritta alla Camera di Commercio, come ditta individuale, in data 10.02.2021 ovvero 4 mesi prima di partecipare al bando e risultava “inattiva”. Tra le attività prevalenti ha quella di servizi di assistenza balneare.

DITTA ESPOSITO GIOVANNI

(i dati qui presenti sono pubblici e visionabili presso la Camera di Commercio)

Ha come attività esercitata: commercio al dettaglio di prodotti ortofrutticoli. È molto singolare che una ditta individuale che ha come attività quella di prodotti ortofrutticoli partecipi al bando per l’affidamento di una spiaggia attrezzata, ma siamo in Italia e tutto può succedere.

DITTA ESPOSITO MARIANGELA

(i dati qui presenti sono pubblici e visionabili presso la Camera di Commercio)

La ditta Esposito Mariangela è bene ricordare che era il gestore della spiaggia di ponente (lato ristorante Arcate) nel triennio 2018-2020:

DITTA DE CRESCENZO PASQUALE

La ditta in questione è bene ricordare che era il gestore della spiaggia di levante (lato ristorante Arcate) nel triennio 2018-2020 e sarebbe molto bello sapere se, nel triennio di gestione, le attrezzature (ombrelloni e lettini) erano state noleggiate da una delle ditte di cui sopra (cooperativa Santa Maria Maddalena o ditta Esposito Mariangela), in quanto erano identiche alle attrezzature della spiaggia di ponente.

Ora analizziamo alcuni post di Facebook pubblicati dal profilo facebook di tal Andrea Cretella e Migmary Rodriguez:

Forse è bene che vi illustriamo la normativa in quanto la ignorate, forse non l’avete capita o forse non avete fatto attenzione o forse non la volete capire. L’art. 42 del codice degli appalti recita al comma 2 e 3:

«2 Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione. In particolare, costituiscono situazione di conflitto di interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, 62.

3. Il personale che versa nelle ipotesi di cui al comma 2 è tenuto a darne comunicazione alla stazione appaltante, ad astenersi dal partecipare alla procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni. Fatte salve le ipotesi di responsabilità amministrativa e penale, la mancata astensione nei casi di cui al primo periodo costituisce comunque fonte di responsabilità disciplinare a carico del dipendente pubblico.» mentre l’articolo 7 del D.P.R. 16 aprile 2013 n. 62 recita: «1. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza.».

L’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, 62 recita «1. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza».

Quindi da come si è letto sopra, il parente di un amministratore locale può benissimo partecipare ad un bando (non si può vietare la partecipazione), purché l’amministratore comunale non faccia parte della commissione che aggiudicherà l’appalto, a parte che l’amministratore comunale non potrà mai essere dipendente del Comune ove svolge il mandato. Anche il fratello di un dipendente comunale può partecipare benissimo ad un bando (non si può vietare la partecipazione), ma importante è che il fratello (dipendente comunale) non faccia parte della commissione che aggiudica l’appalto e quindi si dovrà astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o attività.

Considerato che nei post sono molto attenti, anzi attentissimi ai rapporti di parentela vediamo allora tutti i rapporti di parentela delle società che hanno partecipato al bando dell’arenile nel 2021:

Viste queste parentele forse a qualche consigliere interessava allontanare dalla gara qualche ditta e tutto a vantaggio di qualche “cartello” che si era formato? Forse si sono fatti tutti gli sforzi affinché i consiglieri di maggioranza, sotto le parole (probabilmente minacciose) di qualcuno in consiglio desistessero dall’interesse pubblico di affidare in house la spiaggia di levante e così da far fare un nuovo bando per l’assegnazione a ditte private? Qui ci sarebbe da indagare?!chissà?!

È bene rileggere alcuni passaggi del verbale sulle dichiarazioni prima del voto, tenendo presente che tutta la minoranza consiliare era favorevole ad affidare a ditta esterna anche la spiaggia di levante:

In ultimo chiudiamo con l’art. 353 del codice penale rubricato – Turbata libertà degli incanti:

Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti [534 c.p.c., 576581 c.p.c., 264] o nelle licitazioni private(1) per conto di pubbliche Amministrazioni, ovvero ne allontanagli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni(2) e con la multa da euro 103 a euro 1.032.

Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall’Autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da euro 516 a euro 2.065(3).

Le pene stabilite in questo articolo si applicano anche nel caso di licitazioni private per conto di privati, dirette da un pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata; ma sono ridotte alla metà [32quater](4).