QUANDO L’INDIPENDENZA DEL PUBBLICO MINISTERO “COMPRIME” L’AUTONOMIA DEI COMUNI. IL CASO DEL COMUNE DI ATRANI.

Caro Premier Draghi, sei sulla buona strada per perdere gran parte dei fondi europei necessari al rilancio dell’Italia dopo il disastro economico della pandemia. A meno che metti una “pezza” normativa al non buon senso.

La Carta costituzionale con l’art. 104 sancisce l’indipendenza del pubblico ministero e con l’art. 5 riconosce e promuove le autonomie locali (comuni). Con le riforme amministrative della seconda metà degli anni Novanta, nonché la riforma del Titolo V Parte II della Costituzione, si è ridisegnato le competenze e le funzioni che l’ordinamento repubblicano assegna al governo locale, determinando la trasformazione del Comune da soggetto dello Stato a soggetto autonomo della democrazia costituzionale: l’art. 117 comma 6 sancisce che i Comuni hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Inoltre la Carta europea dell’autonomia locale (ratificata in Italia con L. n. 439/89), il primo strumento giuridico multilaterale che definisce e tutela i principi dell’autonomia locale, uno dei pilastri della democrazia, che il Consiglio d’Europa ha la missione di difendere e di promuovere, stabilisce che per autonomia locale, s’intende il diritto e la capacità effettiva, per le collettività locali, di regolamentare e amministrare nell’ambito della legge, sotto la loro responsabilità, e a favore delle popolazioni, una parte importante di affari pubblici. La Carta è diventata un punto di riferimento per la tutela dei diritti degli enti territoriali: il diritto all’autonomia, disporre di risorse finanziarie, di strutture amministrative interne di cui intendono dotarsi, per adeguarle alle loro esigenze specifiche in modo tale da consentire un’amministrazione efficace e non da ultimo la possibilità a un ricorso giurisdizionale in caso d’ingerenza di altri livelli di governo.

Per capire meglio il nesso causale tra l’indipendenza del pubblico ministero e la relativa ingerenza nell’autonomia organizzativa dei Comuni, è bene ripercorrere quello che sta accadendo in un piccolo Comune situato in uno dei luoghi italiani più famosi al mondo, la Costiera Amalfitana. Territorio che, per la sua bellezza paesaggistica e per il fascino, è stato dichiarato, dall’UNESCO, Patrimonio dell’Umanità.

Nel mese di agosto 2020 i Carabinieri della stazione di Amalfi hanno chiesto l’ausilio dell’unico tecnico comunale presente in pianta organica ad Atrani per effettuare a tappeto ben 60 sopralluoghi edili presso gli immobili dell’Ente Conservatorio di Santa Rosalia di Atrani: praticamente un quinto degli edifici presenti sul territorio. Sembra che al momento della richiesta non vi erano cantieri edili in atto presso i citati immobili, inoltre appare quasi impossibile che ci sia una denuncia per ognuno dei 60 stabili controllati o da controllare e tale da far aprire un procedimento penale per ognuno.

Da subito il tecnico comunale ha messo a conoscenza dei Carabinieri e dell’Amministrazione Locale di Atrani che l’attività richiesta lo avrebbe impegnato per almeno 8 mesi e con la conseguenza di trascurare totalmente il lavoro ordinario dell’ufficio svolto per la comunità di Atrani, perché non c’è altro personale in sostituzione.

Il tecnico comunale viene nominato, su delega del sostituto procuratore dott. Carlo Rinaldi, ausiliario di P.G. del P.M. (art. 348 c.p.p.) per attuare i sopralluoghi e successivamente effettuare anche l’accertamento urbanistico, edilizio e paesaggistico degli alloggi in questione, nonostante la chiara criticità di stravolgimento dell’organizzazione comunale messa in luce sia dal tecnico che dagli amministratori del Comune di Atrani ai diretti interessati della Procura di Salerno. Non serve una laurea per capire che l’attività richiesta (gli addetti ai lavori sanno di cosa stiamo parlando!) è un “fardello” lavorativo, metaforicamente parlando, insostenibile e probabilmente lontana da ogni tutela del lavoratore dipendente e del professionista autonomo, per tutta una serie di fattori che non analizzeremo in questa sede.

Varie sono state le richieste di chiarimento del tecnico comunale e dell’amministrazione agli organi di P.G., a oggi ancora inevase. Anzi, per la richiesta di rinvio di due sopralluoghi per motivi legati all’emergenza sanitaria (cosa ben diversa dal rifiuto dello svolgimento di tali attività), il povero tecnico comunale ha ricevuto anche avviso di garanzia in quanto «ometteva ingiustificatamente di effettuare i sopralluoghi programmati per le date del 18 dicembre 2020 e del 15 gennaio 2021». I sopralluoghi sono stati effettuati nel pieno della pandemia e nel mese di febbraio il malcapitato tecnico finisce anche per ammalarsi di covid.

Il Comune di Atrani ha dovuto convocare un consiglio comunale ad hoc e chiedere da un lato l’intervento degli Organi Statali, affinché possano trovate delle soluzioni che permettono di risolvere le criticità esposte e poter salvaguardare l’autonomia e l’organizzazione dell’Ente Locale. Dall’altro lato è stato chiesto, vista la complessità della vicenda, un parere legale di cui ci occuperemo in un prossimo articolo. A oggi sembra che gli organi Istituzionali non si sono ancora mossi sulla vicenda, quindi pare che l’unica chance per il piccolo comune sia quella di porre tutta la questione all’attenzione del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa.

Tale situazione “kafkiana” sta comportando un totale stravolgimento all’autonoma organizzazione dell’Ente con ritardi sia all’attuazione del programma elettorale sia alle attività d’ufficio tali da comportare inadempimenti normativi gravi e la perdita di finanziamenti di progetti (attualmente il Comune di Atrani ha perso l’opportunità di usufruire di circa 80.000 euro di sovvenzioni pubbliche) importanti per un Comune che è dislocato in una delle aree più a rischio per il dissesto idrogeologico e che non può permettersi di perdere investimenti volti alla salvaguardia della sicurezza e incolumità dei cittadini.

Nella Provincia di Salerno ci sono oltre 10.000 professionisti (tra ingegneri, architetti e geometri) quindi ci chiediamo, secondo un principio di buon senso, se è più normale suddividere, questo fardello lavorativo dei sopralluoghi e degli accertamenti, tra più tecnici: magari scelti anche nell’ apposito albo tenuto dalle procure. Ci sovviene un dubbio: non è che si è interpretata questa vicenda come una lotta tra il Comune e i Carabinieri e qualcuno, che si è calato nella veste di “arbitro” (ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale), è intervenuto a gamba tesa nei confronti della popolazione di Atrani e a favore dei carabinieri?

Caro Premier Draghi, vox populi, vox Dei vuole, forse, che la situazione di Atrani non è un caso isolato sul territorio dello stivale, è solo che nel bel Paese vige ancora quel “timore reverenziale” nella toga e nella divisa (su questo concetto ci sarebbe una grossa riflessione da fare). Quindi nessuno porterebbe all’attenzione dell’opinione pubblica questa criticità-tabù e se è stato fatto, è perché qualcuno crede che con questo Governo qualcosa possa cambiare e confida ancora nella Giustizia. Detto questo si conclude con un suggerimento: nell’ambito della riforma della magistratura sarebbe auspicabile inserire nelle procedure di arruolamento dei Pubblici ministeri, oltre che i test psicoattitudinali un altro elemento essenziale (è bene ricordare che anche la polizia giudiziaria, che è un soggetto subordinato al ruolo del PM, effettua nella fase dell’arruolamento i test psico attitudinali, quindi perché non somministrare i test anche per i PM che coordinano le attività d’indagini?): i candidati P.M. dovrebbero portare al cospetto della commissione esaminatrice una … bella “sacchetta di buon senso”, elemento che dovrebbe avere un punteggio maggiore del titolo della laurea. Come proferiva il più famoso oratore e “speechmaker” politico della fine del XIX secolo in America Robert Green Ingersoll: “È mille volte meglio avere buon senso senza istruzione che istruzione senza buon senso.”

Comitato Art. 19 U.D.H.R. Art. 21 Costituzione Italiana

Libera manifestazione del pensiero

dr. Sechi Milerav

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“Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.”

FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ

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