Ministero dell’Istruzione, C.d.A Conservatorio Santa Rosalia perde altra causa e viene condannato a pagare le spese della lite

Altra tegola per il C.d.A. del Conservatorio di Santa Rosalia, avvezzo nei ricorsi giurisdizionali; anche questa volta perde un ricorso (di recente ha perso quello al TAR Salerno relativo alla questione del campo di calcetto) e precisamente quello avanzato alla commissione tributaria di Salerno per la tassa sui rifiuti richiesta dal Comune di Atrani.

Il Conservatorio, difeso dal legale Avv. Assunta Torino, che da quanto è dato sapere ha anche altri incarichi legali a difesa del Conservatorio, è stato condannato a pagare oltre ai circa 15.000 euro relativi alla tassa sui rifiuti anche le spese per la lite che ammontano a oltre 2000 euro a favore del Comune di Atrani.

Leggendo la sentenza (clicca qui per la sentenza), il C.d.A. del Conservatorio formato dal trio ing. Fico (Responsabile dei Lavori Pubblici del Comune di Amalfi), l’avv. Vecchi Walter e l’avv. Gambardella Gabriele contestava la tassa sui rifiuti perché ritenevano che gli avvisi di pagamento ricevuti fossero privi di “qualsivoglia identificativo catastale; errati nel civico di riferimento ed errati anche nell’esatta destinazione d’uso”, asserendo tra l’altro che alcuni immobili erano “privi di ogni rapporto di somministrazione; talaltri soggetti alla produzione di rifiuti speciali e talaltri ancora al beneficio della riduzione tariffaria al 50%, come per legge”. Inoltre, asserivano “l’illegittimità degli atti” del Comune, perché carenti delle motivazioni e quindi violavano l’art. 7 dello Statuto del Contribuente e l’art. 3 della Legge 241/1990.

Il Comune si costituiva in giudizio per il tramite del dott. Silvestri Luigi che, con apposita memoria, ribatteva in maniera analitica alle lamentele sollevate dall’avv. Assunta Torino.

La Commissione Tributaria, presieduta dal dott. Barrella Luigi, smonta punto per punto le doglianze del Conservatorio e nel motivare il rigetto del ricorso riporta il contenuto delle memorie difensive depositate dal Comune di Atrani.

Nel primo punto la Commissione Tributaria evidenzia che basta leggere l’avviso di pagamento TARI 2020 per notare come gli immobili accertati siano puntualmente evidenziati con tutti gli estremi catastali, con evidenza dell’esatta ubicazione e dimensione.

Nel secondo punto, dove il Conservatorio contestava la “mancata analisi degli utilizzatori e delle diverse tassazioni tributarie a cui sono assoggettati”, la Commissione evidenzia che il C.d.A. del Conservatorio non ha mai effettuato la dichiarazione della TARI nonostante era obbligato a farlo in previsione della legge 147/2013. Il Comune di Atrani, nell’elaborare le cartelle, aveva tenuto conto dell’elenco immobili per diritto e quote in possesso dell’Agenzia dell’Entrate. Inoltre, i giudici tributari stigmatizzano anche il fatto che il Conservatorio invece di indicare puntualmente gli utilizzatori dei beni, evidenzia nel ricorso elementi che rappresentano delle semplici “enunciazioni prive di riscontro”.

Nel terzo punto, dove l’avv. Assunta Torino evidenzia l’illegittimità dell’atto per difetto di motivazioni in violazione dell’art. 7 dello statuto del Contribuente, la Commissione, in maniera lapidaria, scrive che “non viene illustrato in cosa esso consisterebbe”. Inoltre, scrive che “l’atto accertamento è completo di tutti i presupposti di legge e reca, in maniera dettagliata, l’elenco degli immobili cui si riferisce e la quantificazione del tributo. L’iter amministrativo ha seguito le procedure previste dalla legge sulla base delle delibere di consiglio comunale, di giunta comunale nonché dei regolamenti del tributo, richiamati negli avvisi di accertamento”.

La Commissione non comprende il motivo per la quale il Conservatorio dovrebbe sottrarsi al pagamento della T ARI, atteso che possiede circa 40 immobili, di cui almeno 9 per quasi 2000 mq. di superficie, utilizzati direttamente.

In sintesi, il Conservatorio presieduto dall’ ing. Fico Pietro ha omesso del tutto di provare la presentazione della dichiarazione ai fini della tassa rifiuti, la sussistenza di ragioni, per le quali taluni degli immobili avrebbero dovuto esserne esenti e, cosa che potrebbe sembrare ancora più grave non ha replicato, in giudizio, alle argomentazioni del Comune di Atrani. In definitiva il ricorso appare caratterizzato da un’evidente genericità e non può pertanto valere” e quindi condanna il Conservatorio a pagare anche le spese della lite.

La domanda sorge spontanea: ma invece di affidare tutti questi incarichi professionali, visti poi gli esiti dei giudizi (un detto napoletano dice: “Darne una per bere e una per sciacquare”) non sarebbe stato più produttivo per le casse pubbliche del Conservatorio utilizzare queste somme a beneficio della collettività e mettere mano alla manutenzione degli immobili di cui alcuni sono in stato di degrado massimo. Degrado che non è un bel bigliettino da visita per un borgo turistico della costiera amalfitana che è ambasciatrice del Turismo nel Mondo? Cosa ne pensa il Ministro Bianchi e il direttore Acerra considerato che il C.d.A. è di nomina diretta del Ministro?