MAGISTRATI FUORI RUOLO INVADONO IL MINISTERO, INTERPELLANZA ON. COSTA

Io penso che una parola “fine” nella riforma del CSM a questa pratica vada messa, ma così come una parola “fine” vada messa al fatto che molti magistrati siedono all’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e, ogni volta che si cerca di evidenziare, attraverso emendamenti e attraverso proposte, la necessità di stabilire delle garanzie, di stabilire delle valutazioni più accese e più intense sull’attività dei magistrati, di intensificare la responsabilità civile, di intensificare la responsabilità disciplinare, guarda caso, quell’ufficio dice: “no”! Quell’ufficio dice che si mina l’autonomia e l’indipendenza della magistratura! Ah, non si mina, invece, l’autonomia e l’indipendenza dell’Esecutivo, inserendo nei gangli vitali del Governo figure che dovrebbero appartenere all’ordine giudiziario. Questa non si mina! Ecco, io penso che i ministri abbiano accettato e abbiano tollerato questa abitudine per troppo tempo.

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COMUNE DI ATRANI – ACCESSO DELLA PG A CIRCA 60 IMMOBILI PRIVATI, CINQUE LEGITTIME DOMANDE AL PROCURATORE BORRELLI. INTANTO CSM E MINISTERO GIUSTIZIA NON PERVENUTI ALLA SEGNALAZIONE DEL COMUNE (parte prima)

«Tramite la critica pubblica e popolare alle attività giudiziarie – non quella generica e vaga, ovviamente, ma quella argomentata e documentata, rivolta a singoli giudici e a concreti provvedimenti – si rompe infatti la ‘separatezza’ del giudiziario dalla ‘civitas’, si favorisce l’emancipazione dei giudici dai vincoli politici, burocratici e corporativi, si delegittima la ‘cattiva’ giurisprudenza e si contribuisce, infine, ad elaborare e rifondare continuamente la deontologia giudiziaria.»
«Tramite la critica pubblica e popolare alle attività giudiziarie – non quella generica e vaga, ovviamente, ma quella argomentata e documentata, rivolta a singoli giudici e a concreti provvedimenti – si rompe infatti la ‘separatezza’ del giudiziario dalla ‘civitas’, si favorisce l’emancipazione dei giudici dai vincoli politici, burocratici e corporativi, si delegittima la ‘cattiva’ giurisprudenza e si contribuisce, infine, ad elaborare e rifondare continuamente la deontologia giudiziaria.» *

*Simone Spina – Il Manifesto Edizione del 5.10.2021

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QUANDO L’INDIPENDENZA DEL PUBBLICO MINISTERO “COMPRIME” L’AUTONOMIA DEI COMUNI. IL CASO DEL COMUNE DI ATRANI.

Caro Premier Draghi, vox populi, vox Dei vuole che la situazione di Atrani non è un caso isolato sul territorio dello stivale, è solo che nel bel Paese vige ancora quel “timore reverenziale” nella toga e nella divisa (su questo concetto ci sarebbe una grossa riflessione da fare). Quindi nessuno porterebbe all’attenzione dell’opinione pubblica questa criticità-tabù e se è stato fatto, è perché qualcuno crede che con questo Governo qualcosa possa cambiare e confida ancora nella Giustizia. Detto questo si conclude con un suggerimento: nell’ambito della riforma della magistratura sarebbe auspicabile inserire nelle procedure di arruolamento dei Pubblici ministeri, oltre che i test psicoattitudinali un altro un elemento essenziale (è bene ricordare che anche la polizia giudiziaria, che è un soggetto subordinato al ruolo del PM, effettua nella fase dell’arruolamento i test psico attitudinali, quindi perché non somministrare i test anche per i PM che coordinano le attività d’indagini?): i candidati P.M. dovrebbero portare al cospetto della commissione esaminatrice una … bella “sacchetta di buon senso”, elemento che dovrebbe avere un punteggio maggiore del titolo della laurea. Come proferiva il più famoso oratore e “speechmaker” politico della fine del XIX secolo in America Robert Green Ingersoll: “È mille volte meglio avere buon senso senza istruzione che istruzione senza buon senso.”

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TRA I PRIMI AD ARRIVARE A OGNI CALAMITA’: RITRATTO DELLO “SCIACALLO DIGITALE”

Se da un lato i social sono stati utilissimi per informare e lanciare appelli vitali, dall’altro hanno fatto da cassa di risonanza ai peggiori istinti (e slanci da SCIACALLO) della parte peggiore di alcuni utenti. Perché mentre si cerca di tenere sotto controllo delle situazioni critiche c’è questo bisogno innaturale e malsano di dire la propria mentre i fatti sono ancora in pieno svolgimento? Perché questo vergognoso modo di cercare subito colpe pur essendo dei completi ignoranti in materia e non conoscendo ancora i fatti? Perché questo velenoso modo di cercare capri espiatori attraverso questo uso manipolatorio e distorsivo della realtà?

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QUALE POLITICA DEL CRETELLA di Amalfi?

Udite udite udite!!! quando si toccano i tasti dolenti, il consigliere Cretella inizia ad “offendere” senza fare nomi, per paura di una bella querela. Ci chiediamo, ma è modo questo di fare politica? offendere e accusare altre persone che fanno foto e spiare: forse dimenticata che questa estate e quella passata ha fatto un completo dossier fotografico e alla spiaggia e alla piattaforma dello scoglio a pizzo, segnalando con post su facebook delle attività commerciali che noleggiavano attrezzature!!! Per non parlare poi delle foto fatte alle auto degli amministratori e tante tante tante altre Persone che ad Atrani hanno dato tanto!!!!!

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ATRANI – LE “TRIANGOLAZIONI” DEL BANDO PER LA SPIAGGIA DI PONENTE E LE DICHIARAZIONI CHE POTREBBERO AVER TURBATO L’ ASTA?

È molto singolare che un consigliere dichiari che la GIUSTIZIA è un’ ARMA. (Kirchheimer nel lontano 1955 scrive il saggio “la Giustizia politica”, ove enuncia il principio della utilizzazione di procedure giudiziarie per raggiungere fini politici che sono in generale l’eliminazione dell’avversario attraverso la sua criminalizzazione.)

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