Il “MISTERO” del Conservatorio di Santa Rosalia di Atrani (quando una parte della politica amalfitana fa invasione di campo nella politica atranese)

Molte persone si chiedono come vengono scelti i componenti del C.d.A. del Conservatorio di Santa Rosalia che attualmente sono: Ing. Pietro Fico Responsabile del Servizio LAVORI PUBBLICI, DEMANIO E GARE; Avv. Walter Vecchi legale di fiducia, in alcuni procedimenti penali, del Vicesindaco del Comune di Amalfi dott. Matteo Bottone; Avv. Gambardella Gabriele; Sono più belli degli altri? Sono più intelligenti? Hanno un curriculum di tutta invidia? Viene effettuata una comparazione dei curriculum dei candidati? Nulla di tutto questo! La nomina è puramente politica! L’attuale trio è stato nominato con decreto ministeriale n. 865 del 18.12.2018, a firma dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Bussetti, su designazione dell’ufficio scolastico regionale per la Regione Campania con a capo l’allora direttore dott.ssa. Franzese Luisa. Nel decreto si legge: “… VISTA la nota 19 ottobre 2018 prot. 25491, con la quale l’Ufficio scolastico regionale per la Campania ha indicato, al fine della ricostituzione del Consiglio di amministrazione del Conservatorio “Santa Rosalia” di Atrani, le seguenti designazioni: ing. FICO Pietro-Presidente (responsabile del Settore Innovazione, Ambiente e Lavori pubblici, collocato in aspettativa al Comune di Afragola), avv. VECCHI Walter e avv. GAMBARDELLA Gabriele; …”.

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Ministero dell’Istruzione, C.d.A Conservatorio Santa Rosalia perde altra causa e viene condannato a pagare le spese della lite

Altra tegola per il C.d.A. del Conservatorio di Santa Rosalia, avvezzo nei ricorsi giurisdizionali; anche questa volta perde un ricorso (di recente ha perso quello al TAR Salerno relativo alla questione del campo di calcetto) e precisamente quello avanzato alla commissione tributaria di Salerno per la tassa sui rifiuti richiesta dal Comune di Atrani.
La domanda sorge spontanea: ma invece di affidare tutti questi incarichi professionali, visti poi gli esiti dei giudizi (un detto napoletano dice: “Darne una per bere e una per sciacquare”) non sarebbe stato più produttivo per le casse pubbliche del Conservatorio utilizzare queste somme a beneficio della collettività e mettere mano alla manutenzione degli immobili di cui alcuni sono in stato di degrado massimo. Degrado che non è un bel bigliettino da visita per un borgo turistico della costiera amalfitana che è ambasciatrice del Turismo nel Mondo? Cosa ne pensa il Ministro Bianchi e il direttore Acerra considerato che il C.d.A. è di nomina diretta del Ministro?

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Atrani, dal Ministero dell’Istruzione si aspetta la nomina del CdA dell’Educandato femminile Conservatorio di Santa Rosalia

Sul caso ci sono state svariate interrogazioni parlamentari e nel luglio del 2020 hanno fatto visita al Conservatorio di Santa Rosalia i parlamentari del Movimento 5 Stelle e Alternativa c’è, i deputati Virginia Villani, Nicola Provenza e la senatrice Luisa Angrisani che, alla presenza del Sindaco di Atrani e dei consiglieri comunali, si erano presi l’impegno politico, per ridare onore e dignità all’ex istituto di istruzione femminile, da anni abbandonato al suo destino, ma anche in questo caso le promesse sono cadute nel vuote e sembra, da quando appreso da fonti vicine al governo locale, che i parlamentari si siano “dileguati” e sembra non hanno neanche risposto ad una richiesta di incontro avanzata nel settembre scorso per avere ragguagli sullo stato dell’arte delle attività svolte dagli stessi, dopo che nel mese di agosto 2020 dal profilo facebook della senatrice Angrisani si poteva leggere “abbiamo chiesto che si avvii una interlocuzione tra il Ministero dell’Istruzione e l’ ufficio scolastico regionale della Campania per approfondire e chiedere delucidazioni in merito alla situazione amministrativo-contabile e al perseguimento delle finalità statutarie del “Conservatorio di Santa Rosalia”. È nostro dovere fare chiarezza e portare trasparenza sulla gestione dei beni pubblici. Una prerogativa del Movimento 5 Stelle a cui non ci sottrarremo mai.”. Oramai è chiaro che nel piccolo Borgo, come nell’intero territorio della Costiera Amalfitana, i cittadini sono stanchi delle promesse e delle solite passerelle politiche che non portano poi al concretizzarsi di soluzioni utili per il territorio.

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MAGISTRATI FUORI RUOLO INVADONO IL MINISTERO, INTERPELLANZA ON. COSTA

Io penso che una parola “fine” nella riforma del CSM a questa pratica vada messa, ma così come una parola “fine” vada messa al fatto che molti magistrati siedono all’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e, ogni volta che si cerca di evidenziare, attraverso emendamenti e attraverso proposte, la necessità di stabilire delle garanzie, di stabilire delle valutazioni più accese e più intense sull’attività dei magistrati, di intensificare la responsabilità civile, di intensificare la responsabilità disciplinare, guarda caso, quell’ufficio dice: “no”! Quell’ufficio dice che si mina l’autonomia e l’indipendenza della magistratura! Ah, non si mina, invece, l’autonomia e l’indipendenza dell’Esecutivo, inserendo nei gangli vitali del Governo figure che dovrebbero appartenere all’ordine giudiziario. Questa non si mina! Ecco, io penso che i ministri abbiano accettato e abbiano tollerato questa abitudine per troppo tempo.

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COMUNE DI ATRANI – ACCESSO DELLA PG A CIRCA 60 IMMOBILI PRIVATI, CINQUE LEGITTIME DOMANDE AL PROCURATORE BORRELLI. INTANTO CSM E MINISTERO GIUSTIZIA NON PERVENUTI ALLA SEGNALAZIONE DEL COMUNE (parte prima)

«Tramite la critica pubblica e popolare alle attività giudiziarie – non quella generica e vaga, ovviamente, ma quella argomentata e documentata, rivolta a singoli giudici e a concreti provvedimenti – si rompe infatti la ‘separatezza’ del giudiziario dalla ‘civitas’, si favorisce l’emancipazione dei giudici dai vincoli politici, burocratici e corporativi, si delegittima la ‘cattiva’ giurisprudenza e si contribuisce, infine, ad elaborare e rifondare continuamente la deontologia giudiziaria.»
«Tramite la critica pubblica e popolare alle attività giudiziarie – non quella generica e vaga, ovviamente, ma quella argomentata e documentata, rivolta a singoli giudici e a concreti provvedimenti – si rompe infatti la ‘separatezza’ del giudiziario dalla ‘civitas’, si favorisce l’emancipazione dei giudici dai vincoli politici, burocratici e corporativi, si delegittima la ‘cattiva’ giurisprudenza e si contribuisce, infine, ad elaborare e rifondare continuamente la deontologia giudiziaria.» *

*Simone Spina – Il Manifesto Edizione del 5.10.2021

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QUANDO L’INDIPENDENZA DEL PUBBLICO MINISTERO “COMPRIME” L’AUTONOMIA DEI COMUNI. IL CASO DEL COMUNE DI ATRANI.

Caro Premier Draghi, vox populi, vox Dei vuole che la situazione di Atrani non è un caso isolato sul territorio dello stivale, è solo che nel bel Paese vige ancora quel “timore reverenziale” nella toga e nella divisa (su questo concetto ci sarebbe una grossa riflessione da fare). Quindi nessuno porterebbe all’attenzione dell’opinione pubblica questa criticità-tabù e se è stato fatto, è perché qualcuno crede che con questo Governo qualcosa possa cambiare e confida ancora nella Giustizia. Detto questo si conclude con un suggerimento: nell’ambito della riforma della magistratura sarebbe auspicabile inserire nelle procedure di arruolamento dei Pubblici ministeri, oltre che i test psicoattitudinali un altro un elemento essenziale (è bene ricordare che anche la polizia giudiziaria, che è un soggetto subordinato al ruolo del PM, effettua nella fase dell’arruolamento i test psico attitudinali, quindi perché non somministrare i test anche per i PM che coordinano le attività d’indagini?): i candidati P.M. dovrebbero portare al cospetto della commissione esaminatrice una … bella “sacchetta di buon senso”, elemento che dovrebbe avere un punteggio maggiore del titolo della laurea. Come proferiva il più famoso oratore e “speechmaker” politico della fine del XIX secolo in America Robert Green Ingersoll: “È mille volte meglio avere buon senso senza istruzione che istruzione senza buon senso.”

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TRA I PRIMI AD ARRIVARE A OGNI CALAMITA’: RITRATTO DELLO “SCIACALLO DIGITALE”

Se da un lato i social sono stati utilissimi per informare e lanciare appelli vitali, dall’altro hanno fatto da cassa di risonanza ai peggiori istinti (e slanci da SCIACALLO) della parte peggiore di alcuni utenti. Perché mentre si cerca di tenere sotto controllo delle situazioni critiche c’è questo bisogno innaturale e malsano di dire la propria mentre i fatti sono ancora in pieno svolgimento? Perché questo vergognoso modo di cercare subito colpe pur essendo dei completi ignoranti in materia e non conoscendo ancora i fatti? Perché questo velenoso modo di cercare capri espiatori attraverso questo uso manipolatorio e distorsivo della realtà?

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